La Storia

 

 

Il microcredito è una pratica che ha radici lontane. Le sue origini si possono ricondurre ai Monti di Pietà, istituzioni finanziarie senza scopo di lucro nate in Italia nel XV secolo per iniziativa dei frati francescani, con lo scopo di erogare piccoli prestiti a condizioni favorevoli rispetto a quelle del mercato.

Progressive evoluzioni verso l’attuale modello di microcredito sono la cosiddetta “tontina”, forma di investimento consociativo che prende il nome da Lorenzo De’ Tonti e le associazioni di credito rotativo nate in Africa e in Asia.

Tuttavia, per l’affermazione definitiva del microcredito occorre attendere la seconda metà del XX secolo, un’epoca di cambiamenti e di nascita di una nuova coscienza sociale.

L’idea del microcredito si diffonde grazie al lavoro di Grameen Bank, letteralmente “la banca del villaggio”, fondata nel 1976 da Muhammad Yunus in Bangladesh. Si trattava di una banca rurale, nata per concedere senza vincoli di garanzia prestiti e supporto organizzativo ai più poveri, tradizionalmente esclusi dal sistema di credito tradizionale. Il “sistema Grameen” si fonda infatti sulla fiducia e sull’idea che i poveri abbiano attitudini e capacità imprenditoriali sottoutilizzate. L’idea è stata talmente dirompente ed efficace da far meritare a Muhammad Yunus, ideatore e fondatore dell’esperienza Grameen, il premio Nobel per la Pace nel 2006.

Sull’esempio della Grameen Bank, diverse Organizzazioni Non Governative (ONG) internazionali hanno adottato nel corso degli ultimi venti anni programmi di microfinanza/microcredito, per sostenere l’economia locale dei Paesi in via di Sviluppo.

In Europa il microcredito ha conosciuto un importante sviluppo nel corso dell’ultimo decennio, durante il quale il lavoro dell’European Microfinance Network ha aumentato la sensibilità verso il tema dell’inclusione finanziaria e sociale anche nelle varie istituzioni europee, nazionali e locali.

 

 

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